Il primo di agosto è arrivato, ho preparato lo zaino, la tenda è giù in ingresso che mi aspetta. Partirò fra un'ora con i miei amici per il campeggio in montagna. Una settimana di passeggiate al sole, o almeno così dicono le previsioni. Ricontro lo zaino per la quarta volta con la brutta sensazione di aver dimenticato qualcosa, videocamera, maglioni, calzini e il poncho nel caso decidesse di piovere. Il campanello mi riporta all’improvviso alla realtà, senza accorgermene mi ero lasciato trasportare dalle mie fantasie come se io potessi davvero essere un eroe di una saga fantasy…
Scendo di corsa al piano di sotto con lo zaino stracarico in spalla ignorando le ultime raccomandazioni di mia madre, quella donna si preoccupa troppo. Prendo la tenda e saluto velocemente poi esco di corsa.
La Peugeot è già stracarica, come sempre Paola ha esagerato,si è portata dietro tutto il suo armadio. Incastro lo zaino dietro e la tenda sopra nel portapacchi e poi via verso il campeggio palafavera a 2000 metri di altitudine per una settimana da favola!
Due ore di macchina sono davvero uno strazio soprattutto se sei incastrato nel sedile posteriore con i bagagli e la radio che trasmette musica commerciale che istiga al suicidio, ma appena sceso l’aria frizzante e fresca e lo spettacolo mozzafiato delle montagne che mi circondano mi fanno dimenticare tutto il resto!
Ok ragazzi innalziamo il campo base e pensiamo al pranzo, per il primo giorno possiamo andare al ristorante, ma da domani useremo i fornelli da campo!
… (parte normale prima di arrivare al portale)…
Ci siamo ragazzi!siamo in vetta!sorridete alla videocamera e godetevi il panorama. Sarà il panorama o l’aria rarefatta ma mi manca il respiro!Guarda quello!si vede lontano un chilometro che non è di qui e che diavolo ci fa uno con un impermeabile, gli occhiali da sole e cicca in bocca qui?sembra mister Smith appena uscito da Matrix!Ci ha visto e non ha una bella faccia meglio stargli alla larga, ma forse si è perso. Andiamo giriamo oltre quel crinale forse c’è un pendio, dove possiamo stravaccarci un po’. Si lo so che il tizio è andato da quella parte ma cosa volete che ci faccia?Vabbè codardi vado io a vedere, se c’è pericolo urlo hehehe!
Giro il crinale e lo vedo, il tizio sta guardando per terra fumando pacifico, che strano, ma cosa c’è per terra?sembra una pozza di qualcosa, forse acqua piovana stagnante.
-Hi!how are you?-
Che ci fa un inglese qui?ma forse è tedesco, e sa che noi italiani non parliamo la sua lingua soprattutto escursionisti come noi.
-Hi I’m fine! What are you doing here? Are you German?-
-No I’m American…An American tourist! And you?
-we are doing some…”trekking” you know walking around the mountain…are you lost?-
-no! I’m doing research!-
-Research? Here…on the Alps? What type of research are you doing?-come cazzo parlo “what type” sembro un illetterato che non ha mai studiato inglese.
-yes there‘s a strange thing here…have you never see something similar?-
E allora lo vedo, una pozza dai bordi neri ma il centro è pieno di colore, sembra che qualcuno abbia svuotato dei secchi di vernice dentro, anche la consistenza sembra vernice, mi avvicino e inquadro la pozza, lui mi guarda, non si era accorto della telecamera, butta la cicca a terra e la spegne col piede mentre io sono perso fissando i colori che ruotano in maniera quasi ipnotica, poi mi giro in direzione del tipo, improvvisamente mi accorgo che c’è molta meno luce, forse e solo una nuvola, e la camminata mi ha stancato, le gambe mi fanno male come se fossi in piedi da ore. Il tizio non è dove lo avevo lasciato, mi guardo attorno e lo vedo dietro di me.
-whats happen here?-gli chiedo
-Maybe you can tell me…-
-Me? I don’t know, we are arrived on top 5 minutes ago?-
-5 minutes ago? Are you sure?-
Guardo la sua espressione sbalordita, abbasso gli occhi e ai suoi piedi ci sono cinque mozziconi…sta succedendo qualcosa di strano…
-What do you see inside this water?-
-Me?...colors…what else I can see?-
-You see colors!!-si accarezza nervosamente il labbro inferiore-Intresting…do you wanno touch it?-
-what?no!thanks!-faccio per andarmene ma lui mi posa una mano sul petto.
-please. This might be help me!-e mi blocca.
-sorry I can’t help you! I must go now! My friend waiting me! - E provo ad andarmene, ma lui mi trattiene
-I insist!- e mi spinge dentro la pozza.
Cado verso quella schifosa pozza di vernice ed è come se il tempo si fosse bloccato, per un secondo che sembra un’eternità, vedo lui che dall’alto mi guarda con i suoi occhiali da sole, si è acceso un’altra cicca.
Mi risveglio confuso infreddolito e stordito, ho in bocca un gusto di merda, devo avere bevuto la vernice, se mi ha avvelenato, lo denuncio quel tipo. Provo ad alzarmi ma il mio corpo non risponde all’improvviso sento come se migliaia di aghi mi stessero attraversando il corpo. La testa è pesante e mi fa male a muoverla, giuro che lo ammazzo quell’americano. Cerco di aprire gli occhi ma è come se ci avessero messo della sabbia dentro. Mi giro e vomito.
Mi alzo imprecando per il dolore che provo su tutto il corpo e lentamente realizzo che non sono più in montagna, ma se non sono in montagna…dove cazzo sono?
In una foresta sa dio dove, anzi no dio non centra stavolta, è quell maledetto americano che devo ringraziare. Ok calma e fermati a pensare due secondi. Non sono in centro sotterraneo di detenzione o in un fottuto laboratorio, dove fanno esperimenti sul mio corpo, quindi mi restano infinite-2 possibilità, anzi no, posso escludere la montagna e giusto per essere ottimisti escludo tutta l’italia.devo fare il punto della situazione: cos’ho con me?
-videocamera fusa, ma la memorycard sembra a posto almeno qualcuno mi crederà quando racconterò questa storia.
-cellulare, lo tiro fuori, ma non c’è campo e ho due tacche di batteria…matematico…che scemo a sperarci.
-coltellino finto svizzero pagato 10 euro alla bancarella, la lama non taglia una mazza, ma punge, sempre utile
-cicche quindici quattordici e accendino, me ne accendo una, magari la nicotina porta consiglio
-una borraccia piena d’acqua
-i vestiti che avevo in montagna sembrano puliti,me li avranno lavati da quello schifo di vernice.
-occhiali…in pezzi ovviamente, perché la fortuna è cieca, ma la sfiga ha pure il mirino di precisione.
-portafoglio documenti e cibi vari sono rimasti nello zaino, chiunque mi ha portato fino a qui non si è preoccupato di come un povero NERD come me sopravviva.
Beh cè poco da fare, nei film dicono che bisogna raggiungere un luogo alto per vedere attorno, fisso un albero, l’albero in risposta non muove una foglia. Non riuscirò mai a scalarlo.Meglio cercare una via d’uscita, magari sono in un parco zoologico con animali geneticamente modificati e degli scienziati che studiano le mie reazioni. Fermi tutti e se fossi io quello geneticamente modificato?
Ho due gambe che sembrano normali e due braccia rosee, un orologio Swatch che mi hanno regalato per il compleanno mi fa ciao ciao dal polso. Mi tasto il petto e il cavallo nessuna escrescenza o mancanza di tale, sembra tutto a posto, posso tirare un sospiro di sollievo. Resta la questione di dove sono finito, beh stando fermo in una radura non otterrò molto, e poi i miei amici mi staranno cercando, anzi a dire la verità non so che giorno è. Per quello che posso saperne, sono passati mesi o forse anni. Mi tocco la faccia, sembra sempre la solita, da culo, la barba l’ho fatta ieri sera, cioè il giorno prima che di trovare quel fottuto americano, è ancora corta, non mi sembro né mi sento più vecchio, devo trovare uno specchio!
Intento a rimuginare su questi pensieri mi incammino in una direzione a caso,magari trovo un segno qualsiasi di civiltà. Passano 2 ore e gli unici rumori sono quelli che faccio io camminando nel sottobosco e qualche uccello che canta,adesso che ci penso forse avrei dovuto cercare delle tracce dove mi sono svegliato,magari c’erano delle impronte delle persone che mi hanno lasciato,ma oramai è tardi non ho voglia di farmi altre 2 ore di camminata indietro.Se solo il cellulare funzionasse, maledetto A-GPS funziona solo se c’è campo! Vabbè lo spengo tanto così è inutile.
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